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Quando la Vertigine è di origine Cervicale: la Vertigine Cervicogenica

Quando la Vertigine è di origine Cervicale: la Vertigine Cervicogenica

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La situazione della Chiropratica in Italia (dove la professione è riconosciuta dal 2007 ma i Dottori in Chiropratica non hanno ancora un loro albo a causa della mancata regolamentazione da parte del Governo) determina alcuni aspetti della nostra professione, tra i quali quello di trovarci spesso a valutare pazienti che consultano tantissimi specialisti senza aver risolto il loro problema. Spesso, a detta di questi pazienti, il nostro consulto rappresenta la loro ultima speranza.

E’ il caso dei pazienti affetti da vertigine cervicogenica, la sensazione di instabilità e giramento  dove la causa è una disfunzione del rachide cervicale. Il paziente “tipico” che si presenta con questa sintomatologia solitamente ha gia’ consultato il suo medico di base, uno specialista Otorinolaringoiatra e spesso anche un Neurologo ed un Cardiologo. Questo è un iter importante da seguire per ogni paziente che lamenta instabilità, in quanto le cause più comuni sono di origine vestibolare (labirintiti, vertigine parossistica posizionale benigna e cupololitiasi nell’orecchio interno, vestibulopatie) e cardio-vascolare (pre-sincope, ipotensione ortostatica). E’ inoltre opportuno escludere altre cause di vertigine che, seppur non comuni, necessitano di diagnosi precoce e seguono un percorso terapeutico di urgenza (ictus della circolazione posteriore).

Fin qui tutto bene: Otorino-Neurologo-Cardiologo escludono problematiche di loro competenza. Il problema è che il paziente continua a lamentare instabilità e giramenti, sintomi debilitanti che influiscono negativamente sulla qualità di vita del paziente, così il paziente richiede nuove valutazioni e gira da specialista a specialista senza ottenere beneficio clinico (“doctor shopping”). Alle volte capita che dopo aver escluso quanto di propria competenza, un Otorino dica al paziente che la sua vertigine è di origine “cervicale”. Qui il caso si fa complesso, perché per porre una diagnosi di vertigine cervicogenica è necessaria una approfondita valutazione biomeccanica e neurologica della colonna cervicale.

Ma da cosa dipende la vertigine di origine cervicale? Per comprenderlo, è utile capire come il nostro corpo viene mantenuto stabile ed in equilibrio. In ogni momento, il nostro cervello riceve informazioni dagli occhi, dall’apparato vestibolare e da alcuni recettori particolari chiamati propriocettori, che trasmettono al cervello la posizione precisa delle nostre articolazioni (infatti, anche ad occhi chiusi siamo in grado di capire quanto piegato è un gomito o quando sollevato da terra è un piede).

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Tutte queste informazioni devono sovrapporsi per ricreare un’immagine rappresentativa del nostro corpo nello spazio. Ecco spiegato perché una persona ipovedente si muove con instabilità: il cervello non riceve informazioni da uno di questi tre canali informativi. Esattamente cio’ che avviene anche in caso di infiammazioni, infezioni o patologie dell’apparato vestibolare, che riducono la funzionalità di quest’altro canale informativo. Inoltre, quando il cervello, per vari motivi, non è in grado di integrare ed elaborare tutte queste informazioni (ad esempio in seguito a perdita temporanea dell’apporto di sangue e ossigeno), può esserci perdita di equilibrio. Quando in seguito alla valutazione dello specialista Otorinolaringoiatra-Neurologo-Cardiologo,  cause vestibolari, oculari e neurologiche vengono escluse, bisogna considerare il ruolo dei propriocettori articolari.

Tuttavia, i propriocettori non sono distribuiti equamente su tutte le articolazioni: il distretto cranio-cervicale, tra l’occipite e le prime due vertebre cervicali, è il più riccamente innervato del nostro corpo, a sottolineare l’importanza di questo distretto per il mantenimento dell’equilibrio.  Questo distretto, in pazienti che lamentano vertigine, necessita di una approfondita valutazione biomeccanica.

Le strutture oggetto di valutazione sono la giunzione cranio-cervicale, dove l’osso occipitale si articola con la prima vertebra cervicale (atlante) e dove troviamo un gruppo di piccoli muscoli dalla grande importanza funzionale, i muscoli suboccipitali, che si inseriscono alla base del cranio e sulle prime due vertebre cervicali. Anche questi muscoli, come le articolazioni del distretto cranio-cervicale, hanno la piu’ alta densità di recettori di tutto l’apparato muscolare.

Disfunzioni articolari in questa sede, così riccamente innervata, modificano la biomeccanica della giunzione cranio-cervicale, con conseguente perdita di informazioni sulla posizione della testa rispetto al rachide cervicale.  Se dopo una attenta valutazione si riscontrano alterazioni biomeccaniche in questa sede, il Chiropratico puo’ intervenire ripristinando la mobilità dei segmenti vertebrali interessati e riabilitando la muscolatura cervicale.

Quali possono essere le cause di queste disfunzioni della giunzione cranio-cervicale? Lo vedremo nel prossimo articolo, dove parleremo di cefalea cervicogenica, ovvero di come il rachide cervicale possa causare mal di testa.

Dr Federico Tiso