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La Senatrice Erika Stefani ha rilasciato un intervista alla rivista Chiropratica…

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  • La Senatrice Erika Stefani ha rilasciato un intervista alla rivista Chiropratica


La Senatrice Erika Stefani ha rilasciato un intervista alla rivista Chiropratica & Salute

“La chiropratica? Un bene per la salute e per la spesa pubblica”

Senatore della Repubblica, membro della giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, membro della 2° Commissione Permanente (Giustizia), membro del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa membro della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza e della Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro, Erika Stefani, di professione avvocato, è da molti anni paziente della chiropratica. “Un’abitudine ereditata dai miei genitori”, racconta la senatrice. “Grazie a loro iniziai a recarmi dal chiropratico in età poco più che adolescenziale, quando ancora non ne avevo una stretta necessità”.

D: La necessità sorse qualche anno più tardi, vero?
R: “Si nel 2004. Un’ernia espilsa mi provocava dolori molto forti e mi impediva di svolgere le attività quotidiane, come quella di guidare l’automobile. Avevo addirittura perso sensibilità al piede”

D: Si recò subito dal chiropratico?
R: “No. Il mio primo referente fu il neurochirurgo, che dopo una lunga serie di esami mi diagnosticò la presenza dell’ernia e mi suggerì, prima di ricorrere all’eventuale intervento chirurgico, di rivolgermi alla massoterapia”.

D: Funzionò?
R: No, nel mio caso purtroppono. É a quel punto che ricorsi al mio chiropratico.

D: E come andò?
R: Mi sottopose a una serie di aggiustamenti chiropratici per circa tre mesi. I dolori sparirono. Tornai addirittura a giocare a tennis e a sciare. La risonanza magnetica evidenziò un netto miglioramento. Capisce perché sono così innamorata della chiropratica? Capisce perché mi arrabbio dinanzi ai detrattori di questa meravigliosa professione sanitaria?

D: In un momento come questo poi…
R: Bravo. In un momento come questo, nel quale in Parlamento si sta tentando di declassificarla a “professione tecnica”, io non posso che arrabbiarmi. Si figuri.

D: Ma perché sta succedendo tutto ciò, secondo lei, Senatrice?
R: Perchè c’è scarsa consapevolezza nell’opinione pubblica e anche presso la classe politica. Manca la percezione di cosa sia la chiropratica, di quale sia la preparazione del dottore chiropratico, di quanto sia elevato il livello dei professionisti che escono dalle università statunitensi ed europee. Chi non conosce tutto questo, chi non si è mai rivolto al chiropratico, chi non si informa guarda a questa professione spesso con pregiudizio. Occorre compiere un minuzioso lavoro di informazione.

D: Da dove si può iniziare?
R: Io mi adopero oramai da tempo presso i miei colleghi per informarli, per spiegare loro cosa sia la chiropratica, quali benefici possa recare ai singoli e alla collettività. E cerco di informarli anche in merito al contenuto del DDL Lorenzin che andranno a votare e che, se approvato, priverebbe il chiropratico della possibilità di effettuare diagnosi funzionali : un’assurdità che avrebbe un impatto molto negativo non solo sulla salute dei singoli e sulla loro libertà di scelta, ma anche sulla spesa pubblica. Mi auguro che votino tutti con consapevolezza e con coscienza.

D: In che termini l’impatto del DDL Lorenzin potrebbe avere ripercussioni negative sulla salute pubblica?
R: Affidarsi alle cure del chiropratico vuol dire ricorrere con molta meno frequenza agli antidolorifici e agli antinfiammatori. Già questo, da solo, basterebbe a convincersi della bontà di una simile scelta. Pensi, per farle un esempio, al cosiddetto colpo di frusta. Una vera piaga per le compagnie assicuratrici, che i chiropratici sanno invece trattare con molta efficacia. Si figuri che qualche tempo fa si è arrivati a modificare la legge proprio al fine di arginare le speculazioni. Per eliminarle quasi del tutto basterebbe inviare i pazienti dal chiropratico.

D: Qual è dunque il suo auspicio Senatrice Stefani?
R: Quello di vedere al più presto avviato il Registro dei Chiropratici Italiani, già sancito con la legge 244del 24/12/2007,con la quale si riconosce la Chiropratica quale professione sanitaria di “grado primario”. Non capisco per quale motivo si possa pensare di abrogare quella legge. Tra l’altro, con l’avvio del registro, l’intera attività dei chiropratici in Italia sarebbe ancora più controllata, a tutto vantaggio della salute di ogni singolo cittadino.

Fonte: Facebook