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Sfetano Sollima e la Chiropratica. Il regista italiano ha parlato della sua esp…

Sfetano Sollima e la Chiropratica. Il regista italiano ha parlato della sua esp…

  • Sfetano Sollima e la Chiropratica. Il regista italiano ha parlato della sua esp


Sfetano Sollima e la Chiropratica.

Il regista italiano ha parlato della sua esperienza con la chiropratica in una breve intervista pubbilcata su Chiropratica e Salute.

UN DESIDERIO? IL CHIROPRATICO SUL SET.

Dopo i successi di Romanzo Criminale e di Gomorra, le due serie televisive tratte dagli omonimi romanzi, Stefano Sollima torna sul set per dirigere la seconda stagione della serie ispirata all’omonimo lavoro di Roberto Saviano. Regista affermato, quarantanove anni, romano, figlio d’arte, Stefano Sollima affida da tempo la sua salute alle cure del dottore chiropratico. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente in Germania dove – tra una ripresa e l’altra – Stefano ci ha gentilmente dedicato qualche minuto per raccontarci la sua esperienza.

D: Come e quando ha conosciuto la chiropratica?
R: Nel 2007. A causa del cosiddetto colpo della strega.

D: Ci racconti.
R: Ero totalmente bloccato, il dolore mi impediva qualsiasi movimento. Mi sono recato da un ortopedico che, dopo aver esaminato la mia radiografia, mi ha detto queste testuali parole: “ Non è roba per ortopedici. Consulti un chiropratico.”

D: Ne conosceva già qualcuno?
R: No. Non sapevo proprio a chi rivolgermi. Per fortuna il ginecologo di mia moglie ne conosceva bene uno a nord di Roma. Mi indirizzò subito da lui. Fu la mia salvezza.

D: In che senso?
R: Nel senso che iniziai a star menglio già dalla prima seduta. Il sollievo dal dolore fu immediato. Ricordo ancora la sensazione dei benessere che provai uscendo dal suo studio. Nell’arco di una settimana, fatta eccezione per il giorno successivo durante il quale l’indolenzimento sembrava più forte del dolore iniziale, il disturbo sparì e a tutt’oggi non si è più ripresentato.

D: Quindi da quel momento niente più chiropratica?
R: Come no! Sono tutt’ora un paziente fedele. Non saprei più farne a meno. Il mio lavoro di regista mi costringe a trascorrere molto tempo in piedi e ad assumere posizioni che generano spesso forte tensione muscolare. Prima di iniziare a girare un film mi reco sempre da un chiropratico per sottopormi ai suoi trattamenti. É un po’ come fare il tagliando.

D: In famiglia è lei l’unico a ricorrere alle cure del chiropratico?
R: No, vi ricorre anche mia moglie. Un tempo soffriva di disturbi cervicali. Dopo anni di medicinali antinfiammatori ha risolto i suoi problemi con la chiropratica, in maniera definitiva.

D: Lo sa che nel 2017 prenderà vita il primo corso italiano di laurea chiropratica?
R: Si, ho letto. É un’ottima notizia finalmente.

D: Sembra ancora di là da venire, invece, l’avvio del Registro Italiano dei Chiropratici.
R: Spero che le istituzioni provvederanno al più presto. Disciplinare la chiropratica è di importanza fondamentale. Parlo da paziente: sapere di essere nelle mani di un dottore chiropratico, con una visione molto più ampia di quella che hanno altri professionisti, ha una funzione tranquillizzante.

D: Lei è un regista molto noto. Alcuni suoi colleghi americani, come per esempio Mel Gibson, richiedono la costante presenza di un chiropratico sul set. É una pratica diffusa anche in Italia?
R: Che io sappia, no. Ma è un’ottima idea. Per il mio prossimo lavoro cercherò di convincere il mio chiropratico a recarsi con me sul set.

Fonte: Facebook